sabato 6 aprile 2013

Richard Yates – Revolutionary Road



Un romanzo del 1961 che ci parla di coppie e di persone in crisi.
Frank ed April, i protagonisti, camminano sul filo, in bilico tra la realtà per com'è e le loro aspettative, sospesi tra quello che vorrebbero essere e la paura di somigliare agli altri (“le circostanze economiche potevano obbligarti a vivere in un ambiente del genere, ma ciò che contava era non farsi contaminare. L'importante era, sempre, ricordare chi eri”).
La galleria di individui che ci presenta Yates è fatta da persone che non comunicano. O perché non sanno farlo e allora invece di andare verso l'altro cercano più o meno inconsciamente di sopraffarlo, di imporgli il loro punto di vista o perché ci hanno rinunciato, come il marito della signora Givens che usa l'apparecchio acustico per connettersi e sconnettersi a piacimento da ad un mondo che si limita ad osservare.
La vita è una recita e gli attori non sembrano all'altezza del ruolo che sono chiamati ad interpretare, e proprio il fatto di non riuscire ad affrancarsi da una realtà che criticano aspramente sarà la molla in grado di trasformare la commedia in dramma.
Nessuna luce è possibile alla fine del tunnel, nessuna speranza, solo l'amara constatazione che la realtà è quella che è. Impossibile cambiarla.

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