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sabato 6 luglio 2013

qualcosa che non si può sapere


Nella pennellata che trattiene l'ala dell'angelo
dalla perfezione; nella
sinapsi fra parola e parola; nella nota
che potrebbe colpire l'orecchio infinito
e salvarti: e nel
salto finale, la proda sicura e redentrice...
In tutta la bellezza c'è
qualcosa di inumano, qualcosa che non si può sapere:
nel nerbo e nel midollo d'ogni radice
d'ogni fiore; nella giuntura di sangue
d'ogni roccia; nel polmone nero d'ogni nuvola
il seme, il seme infinitesimale
che ti condanna, che ti rende nulla,
si nutre dei suoi confini e cresce.

[Charles Wright: "Breve storia dell'ombra"]

mercoledì 22 agosto 2012

Laguna dantesca

Voglio come una piccola barchetta star da solo
e scivolare su un elemento
all'orizzonte, labbra che qualcosa sanno ma restano chiuse
sotto il cielo della luna.

C'è qualcosa che voglio osservare bene, faccia a faccia.

Come una pietra, o altra cosa grave, voglio discendere
        nell'acqua limpida
eternamente,
                        svanire come fece lei,
linea dopo linea dissolta, negli abissi lunari.

Voglio come queste campanule viola dalla iacaranda
brillare con le stelle fisse,
sfinito e appagato di me.

Raganelle gracidano nel buio. Il piccolo ottone del mondo
naturale gracida e quel che io voglio
non è nulla per loro.

Sopra di me il gran cane è accucciato nel cielo basso del sud
         e attende il suo momento.

Voglio tornare come un pezzetto di carta bruciata.

[Charles Wright: "Crepuscolo americano e altre poesie (1980-2000)"]

sabato 3 aprile 2010

Morandi

Parlo d’immobilità, del silenzio
un centrotavola di porcellana un vaso a goccia, una brocca.

Parlo di spazio, che è unilaterale,
senza risposta, e lasciato a seccare.

Parlo di pittura, di forma, del vuoto
che vigilano questi oggetti, e da cui sorgono.

Parlo di colpa, goccia rossa, goccia bianca,
la sua gobba e la curva, che è blu.

Parlo di bottiglie e rovina,
e di ciò che facciamo brillare nel buio, e perché

[Charles Wright: "Breve storia dell'ombra"]