domenica 25 aprile 2021

Hamburg. La sabbia del tempo scomparso – Marco Lupo



Libro di libri e sui libri, libro di lettori e sui lettori, Hamburg si sviluppa per vie originali: un gruppo di persone si ritrova per leggere storie scritte da loro e una serie di brandelli di manoscritti opera di uno scrittore sconosciuto che raccontano il bombardamento inglese di Amburgo durante la seconda guerra mondiale e i fatti successivi. "Lettura non come salvezza – dice Lupo in un'intervista – ma come scoperta, come abisso, come lotta interiore."
Lettura come resistenza, materiale parziale ed eterogeneo, storie degli scampati alla distruzione e di chi lavorò alla ricostruzione della città, frammenti di romanzo, fotografie e fonti diverse. L'intento è quello di ricostruire il ricordo attraverso una polifonia di voci e di esperienze.
Il ricordo che si mescola all'immaginazione creando qualcosa di nuovo, permettendo di ampliare lo sguardo e di vedere di più rispetto alla realtà, di andare in profondità, in una dimensione che è quella della letteratura.
Riscrivere il passato attraverso le voci di chi l'ha vissuto. Voci ma anche sentimenti, idee, storie. Una ricostruzione per frammenti che è solo una di quelle possibili, ponendo – di nuovo – al centro la letteratura che dimostra (se ce n'era bisogno) di essere viva e di godere ottima salute. Anche dalle nostre parti.

Bonus track
https://www.terranullius.it/terranullius/narrazioni/racconti/776-il-nostro-jean-marco-lupo

domenica 18 aprile 2021

Odissea – Nikos Kazantzakis

 

La più grande virtù sulla terra non è essere libero,

ma cercare insieme la libertà, senza pietà né tregua.


Il libro della vita di Kazantzakis: sette stesure in 14 anni di lavoro, summa poetica del percorso intellettuale dello scrittore cretese almeno come Rapporto al Greco può esserne considerata la summa in prosa.
Kazantzakis non ha paura del confronto con il mito e inizia esattamente dove Omero aveva lasciato, raccontando le vicende di Ulisse dall'arrivo ad Itaca in poi, attraverso un viaggio che toccherà Sparta, Creta e poi l'Egitto per scendere lungo il Nilo fino alle sue origini e ancora più giù approdando in Antartide.
Ulisse/Kazantzakis è l'uomo che cerca, condannato a seguire il suo destino di uomo libero e l'Odissea di Kazantzakis è il viaggio dell'uomo dentro e fuori di sé, alla ricerca della sua identità e del rapporto con Dio. Ulisse porta con sé le tutte le contraddizioni dell'animo umano, diviso tra la voglia di costruire e le lusinghe del caos, con pensiero e azione che faticano a trovare un punto di equilibrio perché l'armonia tra cuore e mente è per l'uomo un orizzonte lontano, un puntino verso il quale tendere e dal quale lo allontanano le forze primigenie, le pulsioni e gli istinti, quella vitalità della quale è intrisa tutta l'opera, una furia creatrice e distruttrice che non risparmia nemmeno io divino.
Dio, il dio di Kazantzakis, è un'entità con la quale l'uomo si confronta a testa alta, che l'uomo plasma a sua misura e che gli serve per spostare ogni volta il suo orizzonte un po' più in là. Un'entità della quale ha bisogno ma che al tempo stesso non può fare a meno di sfidare: io/dio, dopo pensiero/azione, è l'ennesimo dualismo dal quale gemmano le domande che muovono il mondo e poco importa se ad esse nessuno potrà mai dare risposta perché ciò che conta è la libertà di porsele.

"Libertà vuol dire battersi senza speranza in terra", si legge verso la fine del Canto XXI, “Non spero nulla, non temo nulla, sono libero” è l'epitaffio che si legge sulla tomba di Kazantzakis a Candia.

domenica 11 aprile 2021

Tornabuoni Lustro

Il Lustro è uno shortfiller bitroncoconico fatto a macchina. Un Grand cru, composto cioè da una manovarietà di Kentucky  valtiberino stagionato nove mesi. È un bel sigaro, bello inteso proprio in senso estetico: abbondante, panciuto, generoso. La fumata è appagante, una forza media che permette di apprezzare le sfumature dei sapori e di giocare con le percezioni olfattive senza che una prevarichi l'altra. Parlo di sfumature perché l'aspetto sorprendente di questo sigaro è per me l'aromaticità, sempre presente ma mai invadente grazie alla "veracità" tipica del Kentucky che 
dopo un'entrata più leggera si fa sentire e ci riporta alla natura terrigna del vero Toscano.
Senza particolari problemi di tiraggio la fumata risulta rilassata e rilassante, un invito alla meditazione che mi porta a classificare il Lustro nella categoria dei sigari borgesiani (mentre considero il Long e lo Scorciato sigari proustiani, che stimolano la memoria).