sabato 18 dicembre 2010

Direzioni

Certe direzioni sono modi
improvvisati di restare in equilibrio,
gesti istintivi comandati da un niente.
Per questo le traiettorie precise
sono cose da aeroplani, da stormi in migrazione
che capiscono il vento. Gli uomini onesti
non dicono io vado: cantano pianissimo
se una strada li porta, se una curva spalanca
un mare abbagliante.


[Massimo Gezzi: "L'attimo dopo"]

sabato 27 novembre 2010

domenica 24 ottobre 2010

Ippocastani

Era lo sguardo degli ippocastani,
pedalando, perfetto per loro
e già sulla curva perduto a guardarli.


Quasi un sorriso perduto, i contorni di un viso
quasi veduto,
perduto nel fruscio del fogliame.


Le cose cambiano: ora sono i fiori
miniature di minareti
bianchi ben disposti decori.


Mi incantano fermi, sui nuvoli verde scuro
delle rame, nel cielo traboccanti, dal muro
incantevolmente abbondanti.




E io non so quale sia il più vero
me stesso, se questo che guarda di adesso
o quello che vede nel tempo del mio pensiero.


[Gian Mario Villalta: "Vedere al buio"]

sabato 18 settembre 2010

Il sogno di uno e il sogno delle moltitudini

In che cosa si distingue il sogno dalla cosiddetta vita reale? Alla percezione esso è altrettanto reale o ancor più reale.
Ecco in che cosa: 1) sono gli altri che ci confermano questa vita. Quello che accade qui per noi, accade anche per gli altri; 2) per la vita reale c'è la memoria - con il suo complesso sistema - lunga e corta, per il sogno invece essa non c'è, si volatilizza subito.
E in nient'altro.
Nel sogno possiamo mangiare, lavorare, percepire il dolore, soffrire e godere, fumare, comporre versi, morire etc.
Questo mondo, il mondo del sogno, è per se stessi, per una sola persona (come si vuole talora condividere il sogno! Ma guarda, davvero non vedi?), e la "realtà" è per molti. Sono di pari grandezza, non di pari valore.

[Elena Schwartz: da "Appunti sulle unghie"]


http://it.wikipedia.org/wiki/Elena_Schwarz

sabato 21 agosto 2010

Oggi penso che l'essenziale non sia comunicabile

...
Altre vite
ci esplodono intorno; le vediamo
poggiare incredule sopra di noi
dalle finestre accese, fingersi
sorprese se non sano chi noi siamo, e negare,
vivendo, uno spazio al mio ricordo
portandoselo via, nell'incredibile
massa degli altri per cui non esistiamo. Oggi penso
che l'essenziale non sia comunicabile,
ma imploda al di fuori di noi, dentro lo spazio confuso
che adesso è tutto il paesaggio e queste minime persone.
...

[Guido Mazzoni: "I mondi"]