domenica 4 ottobre 2009

Felicità

Non credete a chi vi dice che la felicità non esiste. Parlano così perché non l’hanno mai provata.
Io vi dico, invece, che la felicità esiste, ma che è un bene troppo grande perché si possa goderne appieno. Ci si deve accontentare di apprezzarne solo frammenti.
Mi spiego: non credo che esista qualcuno in grado di poter dire di vivere una vita pienamente felice. Quando qualcuno ci chiede se siamo felici, spesso proviamo un senso di imbarazzo nel rispondere, una sorta di pudore nell'esplorare il nostro animo. Chi più chi meno, si finisce con il concludere che in fondo, tutto sommato, proprio felici-felici non possiamo dirci, ma che forse, in certi momenti, abbiamo assaporato almeno un po’ di quel frutto prezioso che è la vera gioia.
Ecco, momenti. Perché questo è ciò che io penso della felicità. Che sia una farfalla: tanto bella quanto fragile. Che ci lascia guardare le sua ali variopinte solo per un attimo, perché quando ci avviciniamo per ammirarla da vicino... lei è già volata via.
La felicità è un sogno: tanto affascinante quanto effimero.
[Lars W. Vencelowe: "Pensieri, parole, opere ed omissioni"]

mercoledì 30 settembre 2009

Strane intersezioni



L'altro giorno, rileggendo il racconto "In Fuga", tratto dall'omonima raccolta di racconti di Alice Munro, mi sono imbattuto in questo brano:

[...]" - Sai, i bagni mi hanno fatto ricordare questo, perchè è una riproduzione in scala, sì, una riporoduzione ridotta del cavallo che hanno trovato sott'acqua. Scolpito in bronzo. L'hanno recuperato dopo tutto questo tempo. Sembra che risalga al secondo secolo avanti Cristo.
[...] Dicono che rappresenti un cavallo da corsa, - disse Sylvia. - Nel gesto dell'ultimo scatto, lo sforzo finale della gara. Vedi, anche il cavaliere, il ragazzo, lo incita al limite estremo delle forze.
Non fece parola del fatto che quel ragazzo le avesse ricordato Carla, e che non avrebbe saputo dire perchè. Non doveva avere più di dieci, undici anni. Forse per la forza e la grazia del braccio che in teoria doveva reggere le redini, o magari per le rughe sulla fronte infantile, la concentrazione assorta e lo sforzo simile in un certo senso a quello che faceva Carla la primavera scorsa, mentre puliva i finestroni."

Già, mi sa proprio che anche la Munro sia rimasta colpita dal "mio" fantino di Artemision.

domenica 27 settembre 2009

Apparenze


Tutto sembra limpido e in ordine:
le strade e i marciapiedi,
il linguaggio semplice dei semafori,
un vento dolce che passa,
a casa le stanze chiuse,
i panni riposti negli armadi,
i libri ben ordinati
e il verde calmo degli alberi
là dalla finestra.

Ma se guardi bene e ti avvicini, sul dorso delle foglie
scoprirai fasci avvinghiati di nervi
increspati furiosamente e quasi elettrici,
le urla.

[Manuel Forcano]

sabato 26 settembre 2009

L'istante

Amerò questo istante per sè stesso, nella sua freddezza
improvvisa dopo un lungo giro e la pendenza
della strada che sfiora in lontananza l'acqua poco profonda del cielo,
dopo l'albero che sfiora dietro le case il cerchio
invisibile dove ho creduto di posare la mano, in questo istante

[Jacques Reda]

mercoledì 23 settembre 2009

si potrebbe
ascoltare della musica
accendere lo schermo
parlare a qualcuno
si potrebbe
scrivere a un amico
preparare la cena
leggere le avvertenze
si potrebbe
bere il caffè freddo
sbucciare le patate
organizzare la settimana
concedersi un riposo
cambiare le lenzuola
si potrebbe
tagliare le rose sfiorite
fare una passeggiata
caricarsi una pipa
si potrebbe
fare un bagno
vedere il notiziario sindacale
lavare le stoviglie
spolverare
si potrebbe
fare i conti

ma si resta lì


[Antoine Emaz: "Peau]

rimbalzata da http://rebstein.wordpress.com