sabato 8 ottobre 2011

La notte

Poi la notte ti verrà in aiuto
- e solo allora, alla luce di terrificanti esperienze appena vissute,
ti saranno rivelate molte cose semplici, e al tempo stesso difficili.
Perché se non c'è rischio, se non c'è pericolo, se non c'è dolore e follia,
non c'è nulla.
Il giorno è per respirare, per salutare, per spostare mobili e cambiare di posto ad alcune cose;
il giorno è di uffici, di alterchi e discussioni e di gente buona e ottimista,
e di piccoli odii e di gare di velocità, per vedere chi arriva primo.
Il giorno è la superficie del mondo.
La notte no.
La notte è la notte.
La notte, nelle profondità, ha immaginato una beffa greve - perché la notte scrive
per cercare e trovare.
La notte propizia per perdersi e scomparire, per rinascere e morire, in oscurità che ti parlano e ti additano.
Per questo la luce della notte è una luce a parte: molte cose, molto strane,
s'illuminano alla luce della notte
- le cose ritornano a essere come sono, e noi stessi possiamo essere quello che siamo.


[Jaime Saenz: "Percorrere questa distanza"]

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