domenica 28 maggio 2017

Lalande

da piccola era capace di giocare un pomeriggio intero con una parola. Lui le chiedeva allora di inventarne di nuove. E lei non l’aveva mai desiderato tanto come in quei momenti. «Dimmi di nuovo cos’è Lalande» implorò lui. «È come lacrime d’angelo. Sai cosa sono le lacrime d’angelo? Come dei piccoli narcisi, che la minima brezza fa inclinare da una parte all’altra. Lalande è anche il mare all’alba, quando non un solo sguardo ha ancora sfiorato la spiaggia, quando il sole non è ancora nato. Ogni volta che dirò Lalande, dovrai sentire la brezza fresca e salata del mare, dovrai camminare lungo la spiaggia ancora buia, lentamente, nudo. Fra poco sentirai Lalande...

[Clarice Lispector: "Vicino al cuore selvaggio"]

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