domenica 11 ottobre 2020

Lo splendore del Portogallo – António Lobo Antunes

 


Il migliore sulla piazza

 

Lo splendore del Portogallo rappresenta uno degli apici della bibliografia di Lobo Antunes, una perfetta macchina per catturare il vento della memoria, uno strumento in grado di restituirci la storia di una famiglia di ex coloni portoghesi in Angola attraverso folate di ricordi, immagini, brandelli di dialoghi, riflessioni dei protagonisti.

Materiali difformi, frammenti disarticolati che prendono significato nel corso del racconto e vanno a formare tessere di un mosaico che pian piano prende vita nell'immaginazione del lettore.

Quella di Lobo Antunes è una scrittura avvolgente e lo stile è quello a cui ci ha abituato negli altri romanzi: frasi lunghissime con la maiuscola che apre il paragrafo e il punto che spesso compare solo alla fine, sovrapposizione dei piani temporali, uso di reiterazioni che danno un ritmo quasi ipnotico al racconto, portandolo verso un territorio che sembra quello sospeso tra sonno e veglia, alternanza delle voci narranti che di sovente si sovrappongono anche nello stesso paragrafo lasciando al lettore il compito di identificare chi sta parlando cercando di riconoscerlo dalle sue parole (compito non semplice, considerando che spesso lo scrittore segue due o più tracce contemporaneamente). Aggiungo che spesso nei dialoghi la voce narrante pensa ad altro rispetto a ciò che sta dicendo e a volte nel corso del racconto nascono idee repentine che portano il corso della narrazione in un'altra direzione…

Una prosa respingente? No, piuttosto una prosa difficile, che richiede attenzione ma che la ripaga con gli interessi. Lobo Antunes è stato psichiatra e credo che la sua formazione professionale non sia indifferente allo stile letterario che ha costruito e affinato nel corso degli anni e che sembra ricalcare in chiave letteraria i complessi meccanismi della mente. Tutta la sua ricerca ruota intorno al tema del ricordo, personale ma anche nazionale; la memoria è fatta di immagini che non hanno successione lineare né gradi di importanza ma sono fotografie che si sovrappongono, alcune messe a fuoco perfettamente e altre - la maggior parte - sfuocate, fotografie che ritraggono momenti importanti dell'esistenza ma anche fatti minimi, apparentemente insignificanti, che per ragioni più emotive che logiche hanno lasciato una traccia duratura.

Il passato è il punto di osservazione scelto da Lobo Antunes per parlarci degli uomini, e Lo splendore del Portogallo è un libro duro, pervaso da un costante senso di fatalismo, che tratta dello sfacelo di una famiglia sullo sfondo dello sfacelo dell'impero coloniale portoghese in Africa, un libro sulla mancanza di amore, sul cinismo e sull'avidità.

Il passato è il tempo nel quale le cose sono accadute e il presente è il tempo del ricordo. La riconciliazione che cerca Carlos, il protagonista del libro, con la famiglia e con se stesso è impossibile perché tutto è già successo e ora non rimane più spazio per nulla. Non è possibile riavvolgere il nastro e riscrivere la storia ma solo farla rivivere con la memoria senza comprensione o compassione, forse solo pena.

 

Heróis do mar, nobre povo,

Nação valente, imortal,

Levantai hoje de novo

O esplendor de Portugal!

 

(A Portoguesa)

 

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